" Parco "Tommaso Campanella"
 I luoghi dell'ispirazione letteraria

 

Convento dei domenicani

La Chiesa e l'ex monastero dei padri Domenicani sorgono in Piazza Tommaso Campanella. La Chiesa fu edificata nel 1441, anche grazie alla donazione di un'area del convento offerta dal Principe Antonio Sanseverino, Duca di San Marco e conte di Tricarico, portata a termine nel 1468 e rimaneggiata nel XVII secolo. Successivamente il convento, che sorge sulle rive del Busento alla confluenza con il Crati, si ampliò sull'area del palazzo dell'antico benefattore e fu adibito a caserma militare. Nel 1588, anno della permanenza  di Campanella a Cosenza, priore dei Domenicani è Padre Enriquez, venuto dalla Spagna per rilanciare l'Università del Convento, la terza del Viceregno. Della città Bruzia cià che maggiormente colpisce Campanella è l'effervescenza culturale e l'impostazione umanistica che caratterizza la vita cittadina di cui il convento è punto di riferimento. I Domenicani permeano la realtà locale. Le famiglie nobili si avvalgono dei loro consigli e guardano al convento come un tramite verso l'amministrazione vicereale per avanzare nella scala sociale. I ceti più bassi della popolazione hanno per i frati un profondo rispetto. Il convento quindi non turba gli equilibri e stimola inoltre gli studi, ma solo quelli che non vanno ad alterare la serenità della vita. Per Campanella gli studi intrapresi a Cosenza modificarono profondamente il suo percorso di vita....
Campanella vi giunge estasiato dal pensiero filosofico "innovativo" di Bernardino Telesio e ferma la sua riflessione sul De Rerum Natura iuxta propria principia, ma non riuscirà mai ad incontrare colui che gli è maestro nell' "arte del filosofare" secondo il quale la natura va studiata fuori dai concetti tradizionali (potenza, atto, materia e forma), seguendo i principi che essa stessa presenta all'osservazione immediata e che sono il caldo e il freddo, cui si riconducono anche le facoltà conoscitive dell'uomo (sensazione, immaginazione, ragione). La mia diletta città potrebbe benissimo fare a meno di me, ma sono io che non posso fare a meno di essa. Essa mi scorre nelle vene ed amo (Bernardino Telesio). La confluenza dei due fiumi è per lui il luogo di ispirazione poetica. Fin dall'antichità sul Crati e sul Busento hanno scritto poeti, autori latini e greci, filosofi. Il filo conduttore è unico : le onde del Crati rendono somigliantissimi all'oro e all'elettro i capelli. ...In una gola rocciosa il Crati incontra il Busento, il mitico magico fiume che la storia vuole custode delle spoglie di Alarico, Re dei Visigoti, ivi morto nel 410 d.c., e del suo tesoro. Ciò a cui Campanella si ispira è un tesoro differente che non era fatto di pietre e neppure d'oro. In questi luoghi, dove egli passeggiava a lungo e meditava ascoltando lo scorrere del fiume, nasce la sua Utopia : l'idea progetto di una Repubblica ideale fondata sul rispetto dei valori incommensurabili del patrimonio naturale. Qui inizia a concepire il suo capolavoro La Città del Sole... Dalla confluenza dei due fiumi partono i Percorsi Teatrali del giovane fra Tommaso, che durante le sue "evasioni" dal convento, è costretto ogni volta a guadare il Busento, poichè il ponte in legno è crollato a seguito di una violenta alluvione, inerpicandosi sulle falde del colle Pancrazio nel tentativo di incontrare il suo maestro. Nel corso della sua permanenza cosentina, durata circa tre mesi, Campanella ha modo di parlare e discutere con diversi personaggi del popolo ed intrattenersi con la società nobile che vive intensamente un effervescente Rinascimento.